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Fili di fumo

 La rubrica sul lento fumo in collaborazione con il sito "prime dieci pagine".



  


La pipa è uscita assolta dal processo al tabacco 

Grazie al nostro partner Bollito Pipe, abbiamo messo le mani su un “tesoro” giornalistico molto interessante: la raccolta di tutti i numeri della testa bimestrale “Il club della pipa”. Il primo numero risale a ottobre/novembre del 1965, cinquant’anni fa. Sfogliando le pagine di questo periodico abbiamo scoperto articoli che fanno rivivere un’epoca e, con la […]

Fare Maigret mi piace: devo fumare la pipa 


Roma, dicembre, 1965 Torna in televisione la pipa di Maigret: e ci torna, naturalmente, stretta fra le labbra di Gino Cervi, che si accinge a portare sul piccolo schermo una nuova serie di episodi tratti da Simenon, e accentrati sulla figura del popolarissimo commissario. Un ritorno ovviamente atteso, se si considera l’altissimo indice di gradimento […]

 

Tony Dallara difende le sue tonsille


Ovviamente, lo fa fumando la Pipa: il che gli serve anche (dice lui) per aumentare il suo fascino di rubacuori moderno. Club della Pipa, aprile/maggio, 1966. A partire da questo numero, il nostro collaboratore Giorgio Colarossi — che come sapete è in stretto contatto con il mondo degli spettacoli — inizia una nuova rubrica, dedicata[…]

- Il Club della Pipa, Luglio 1966: Enzo Tortora

Il secondo « personaggio » che il nostro Giorgio Colarossi ha intervistato per la piccola galleria degli artisti che hanno «un tesoro nella voce» (e lo difendono, anche, preferendo la pipa alla tentazione delle sigarette) è uno fra i più bravi e preparati presentatori della Televisione: Enzo Tortora. Ecco il garbato ritrattino che è scaturito […]

Nando Gazzolo confessa il suo hobby  

È proprio così come l’avete sempre visto in televisione (soprattutto) o al cinema o in teatro: calmo, distaccato, flemmatico, pacato, con il riso venato da un filo di ironia. Tutt’altro che assente, comunque, anzi prontissimo a cogliere al volo il minimo aggancio, specialmente se contiene po’ di humor, in ogni conversazione. Nando Gazzolo, autentica “voce d’oro” nel mondo del nostro spettacolo, non gioca a fare l’inglese, non posa: così è e così si presenta, sui teleschermi o nel salotto della sua casa alla Camilluccia. Mentre parliamo, fuma naturalmente la Pipa, anche per un gesto di cortesia nei confronti del nostro biglietto di visita.“Sigarette, mai; la Pipa sì, almeno in casa, anzi quasi esclusivamente quando sono in completo riposo. Aiuta il relax, non trova? […]

 

La vera "allegria" è fra le sue pipe  

Incontro con Mike Bongiorno. Di rigore, in questa galleria di personaggi, poiché di un autentico divo si tratta e di un verace fumatore di pipa. Incontro iniziato in uno studio della Fiera di Milano, durante le prove di “Giochi in famiglia” e proseguito in un sin troppo tranquillo ristorante. Sul lavoro, Mike è un duro, e questo lo sapete già, si sgela durante la cena, parla volentieri, ma il relax è solo apparente, lo si può capire, le parole e le affermazioni sono pesate e controllate, anche se la cordialità è notevole. Sentiamo, dunque, quanto non ha potuto dirci mentre era impegnato davanti alle telecamere, a organizzare il complicato meccanismo di concorrenti, “nipotini”, ospiti d’onore[…]

- Fu il profumo a conquistare Rachel


Eccoci qui, signor Rascel. E cominciamo dal principio. Dunque, anche lei ovviamente ha incominciato a fumare la pipa perché le sigarette incrinano la voce e quindi bisognava rimediare…”.
”No. Proprio pe’ gnente”.
Questa non ce l’aspettavamo. Il “piccoletto” nazionale mi aveva cortesemente ricevuto nel camerino del teatro milanese in cui recita con straordinario successo ”La strana coppia”; è stato come al solito gentile e affabile; dalla mensola dei ceroni e delle creme mi sorridevano di stupende Pipe “fiammate”, intorno c’erano tabacco e svedesi, su un altro angolo spiccava la più recente copia della nostra rivista. E allori Niente “tesoro nella voce”? Allora, Renato Rascel — da vero fumatore ad autentico (scusate) cronista — non ha voluto mentire.
[…]

- Il cattivo è diventato buono 

Chi non lo conosce? È Lee Van Cleef, il “cattivo” dei western all’italiana. Agli spettatori fumatori di pipa non sarà certo sfuggito il fatto che il bravo attore fuma sempre una bella Peterson curva. Dopo aver interpretato il ruolo del colonnello nel film “Per qualche dollaro in più” e del sergente Sentenza in “Il brutto, il buono, il cattivo”, Van Cleef ha girato “La resa dei conti”, un altro western, un po’ meno cruento dei precedenti, in cui non interpreta il ruolo del killer, ma di un vice sceriffo che dà la caccia a un bandito. Da “cattivo” é quindi diventato “buono”. Che sia per via della pipa’? Nella foto lo vediamo in una delle inquadrature del nuovo film, realizzato con la regia di Sergio Sollima; anche in questo film Van Cleef ha in bocca l’immancabile Peterson.

- Trecento pipe e le fuma tutte... 

 Il Club della pipa, giugno 1967Adesso io vi racconto come è andato il mio incontro con  George Simenon, e  so  già che voi non mi crederete perché  sembra una  cosa uscita dalla fantasia del « papà  di Maigret », in vece  di  una   faccenda   accaduta   sul serio:  ma io ho  la coscienza  a  posto,  perch é   mi limito  a scrivere  la  pura  verità,  e  poi  ho fiori  di  testimoni   (i  fotografi   di  Farabola e dell’Associated Press), nonché   la  registrazio­ne su  nastro  d i   tutto quello  che  in  quell’occasione si  è  detto. E’ successo,  dunque,  che il  sottoscritto  è andato  a intervistare il popolarissimo  scrittore   belga-franco-svizzero, ap­profittando  della   sua   tappa a Milano nel primaverile viaggio in Italia. Sono andato a intervistarlo per la RAI: un ritrattino di Simenon scrittore, letterato, personaggio. Niente a che vedere  con il mondo della pi­pa. Poi, mi sono detto, se viene l’occasione buona un paio di domandine per  gli  amici del “Club” posso anche fargliele. Presentazioni (con l’altro nome che uso appunto per la RAI e per l’importante quo­tidiano milanese che mi dà lavoro) e v ia con la registrazione.  […]

- L'ispettore Rock, Cesare Polacco... 

Il Club della pipa, 1966Un altro personaggio nella nostra piccola galleria di quanti, avendo “un tesoro nella voce”,lo difendono, anche, rifuggendo dalle sigarette (ben più pericolose) e affidandosi all’amica
pipa. Si tratta di Cesare Polacco. Per quanti, appena uditone il nome e vista la foto, esclamano ” Ah, si, è l’ispettore Rock dei Caroselli!” e qui si fermano, necessita una precisazione. Perché Cesare Polacco è, soprattutto, uno dei più bravi, intelligenti e preparati attori del nostro teatro. Certo, la popolarità gli è letteralmente piombata addosso solo dopo l ‘ inizio della fortunata serie di “sketches” televisivi, ma i più informati ricordano che Cesare Polacco è da oltre 40 anni una delle punte più vive del grande mondo degli spettacoli in Italia; in tutti i campi, dal cinema al teatro, dal doppiaggio alla televisione.
Vogliamo schizzarne un breve ritratto? Ecco, lo vediamo esordire ne!la sua Venezia come attore goldoniano; poi, il miraggio di Roma e delle grandi compagnie teatrali lo allontanano da questa sua autentica vena e passione. Poi, il cinema; e ancora gli anni difficili durante i quali… doveva mascherarsi sotto falso nome per ottenere una scrittura. La sua voce era tanto bella, personale, incisiva, la dizione così chiara e penetrante che non tardò ad affermarsi fra i migliori nostri doppiatori. Ricordate i tanti sceriffi dei films western, i “duri” dei gialli? La voce gliela regalava lui. La più grande soddisfazione, forse, gli è venuta nel dopoguerra, quando, appunto, la donava a uno dei massimi attori di oggi, Antony Quinn. 
 […]

- Fra pipe e conigliette... 

 Il Club della pipa, 1968All’inizio di marzo dello scorso anno, l’autorevole settimanale americano Time gli ha dedicato la copertina, che di solito viene riservata alla consacrazione del successo di personaggi dell’arte, del cinema, della letteratura, della politica o dell’editoria. Nell’interno, il « weekly magazine » d’oltre Oceano sviluppava il suo discorso della « cover story », dando molto spazio alla sua impresa, che oggi ha un «giro» d’affari di molti milioni di dollari. Una scultura ultra-moderna, ultra-pop lo raffigura con il suo «cardigan», la camicia aperta sul collo, una pipa nella mano sinistra e un’altra in bocca. Parliamo di Hugh Marston Hefner, americano di 40 anni che ha costruito un imponente impero grazie a fotografie artistiche di giovani « starlets » o di attrici famose dello schermo (fra queste Ursula Andress, Sophia Loren, Elizabeth Taylor) e di ragazze qualsiasi in costume di Eva. Parliamo del direttore ed editore della famosa rivista « for men » (per uomini) Playboy, che al suo primo numero tirava soltanto 70.000 copie, mentre oggi – dopo quattordici anni.  […]

- L'Astronautica e la pipa 

 Il Club della pipa, 1968Esiste qualcosa che più di un tonante missile possa rappresentare la velocità, la potenza, l’avventura? Ed esiste qualcosa che, più della pipa, possa richiamare alla mente il riposo, la distensione, la tranquillità? Le due cose sembrano inconciliabili. Ed ecco invece che, proprio dalle più avanzate tecniche astronautiche, nasce qualcosa che porta nuovi meriti alla nostra fedele amica e permette a noi pipaioli di segnare un punto contro le esecrate sigarette. E vediamo come. Nel corso degli esperimenti per il progetto Gemini, molte ricerche sono state rivolte all’esatta determinazione dei gas presenti nell’atmosfera delle capsule spaziali. Il problema era di estremo interesse soprattutto a causa dei lunghi periodi di permanenza in orbita previsti. Una piccola impurezza, infatti, avrebbe potuto, a lungo andare, rivelarsi assai nociva. Pensa e studia, prova e spendi, finalmente una grande ditta fabbricante di apparecchi scientifici, la Varian Aerograph, mette a punto per la NASA un analizzatore di tracce...  […]

- Anche in Inghilterra i supermen della pipa 

 IL CLUB DELLA PIPA – MARZO 1969. Ogni paese ha le sue abitudini e i suoi idoli, d’accordo. E molte volte è difficile trovare fra loro delle analogie. Un fenomeno, però, è comune sia all’Italia, sia all’Inghilterra: parliamo della pipomania.
In Gran Bretagna si fuma la pipa da sempre, tanto è vero che è praticamente impossibile pensare a un inglese che si rispetti, senza costringerlo a tenere in mano con eleganza un ombrello, sul capo una bombetta scura e fra i denti, con noncuranza, una bellissima pipa. Ma, come spesso succede, la fantasia supera la realtà, perché non è affatto vero che a Londra, per esempio, tutti, ragazzi, giovani e vecchi, fumino la pipa, soprattutto per strada... 
 […]

La Calabash di Sherlock Holmes 

 

Il Club della pipa – n° 4 – luglio 1969. Egregio direttore, come antico, affezionato lettore delle avventure di Sherlock Holmes, rivolgo all’autore di “Anche in Inghilterra i superman della pipa” (apparso sul numero 2 di quest’anno) una domanda: desidero sapere in quale delle avventure del poliziotto viene, da Conan Doyle, precisato che la pipa...  […]

La pipa del Casanova 

 

 

Il Club della pipa, ottobre 1969. Risfogliando vecchi libri, mi è capitata tra le mani la ormai vetusta edizione originale francese delle memorie del Casanova e mi è venuto sott’occhio quel capitolo in cui si narra come, nel 1744 da Corfù, dove era insegna delle truppe al soldo di Venezia, l’autore fece un viaggio a...  […]


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