Ma tu come fai al cinema a pipare in pace. La gente non protesta? No, la gente non dice nulla. In tanti anni, non mi è mai accaduto di avvertire una protesta alle spalle. Una ragione c’è ed è questa. Prima di tutto evito di accendere in sala: è molto importante questo particolare. La nuvolaglia di accensione può dar fastidio a chiunque, specie se il tabacco è troppo aromatico. Senti come faccio: prima di entrare compio il rito dei due fiammiferi e mi assicuro che la brace sia omogenea ed il tiraggio perfetto. Quando sono in “presa diretta”, cioè posso alimentare la combustione con lievi boccate, quasi impercettibili, entro e mi siedo. Meglio non andare in gradinata, dove il fumo si incanala direttamente nelle nari di chi sta dietro. Opportuno mettersi da un lato con il corridoio al fianco e tenere al fianco la propria compagna (già civilizzata).

Se vuoi proprio arrivare al massimo dello scrupolo, dà un’occhiata intorno che non vi siano vecchie signore o bambini. Ma, esauriti questi preliminari, fuma in pace, almeno fino a quando la legge sul divieto di fumare nei locali pubblici non sia diventata operante. Gli anellini che escono dalla tua bocca o i filetti dispersi dalle narici non possono offendere alcuno. Se sei bravo, fino alla fine del primo tempo vai avanti tranquillo. Ma se la pipata nasce male e comincia la manfrina dello spegnimento, lascia perdere. Si finisce altrimenti col dare sull’occhio ai vicini. Oltre al fatto che le diverse accensioni non possono mantenere al tabacco la fragranza naturale. Tutti i fumatori di pipa hanno due o tre alternative di tabacco. Al cinema è meglio portare il più leggero, già caricato a casa su una pipa fresca, riposata. Perché questo discorso su una rubrica come “Controfumo”? Perché il vero fumatore di pipa, caro direttore, è legato a un certo comportamento. Che significa creare un club senza curarne lo “spirito di gruppo”? L’Automobile Club cerca di installare negli associati le norme del perfetto gentleman della strada. Noi dobbiamo fare un lavoro molto meno impegnativo, perché lavoriamo su un materiale umano già buono in partenza. Ma si deve puntare alla perfezione. La pipa deve essere una bandiera di serenità, anche verso gli altri. E questo del fumare nei locali pubblici è la prova più delicata. Non si deve dimenticare che i “pipaioli” stanno aumentando in modo impressionante. Occorre fissare per tempo qualche regola. Altrimenti correremo il rischio di essere discriminati, come accade per il traffico stradale. Per noi varrà il cartello del “divieto per i veicoli pesanti”! Abbiamo i segnali di “stop” ? Io credo di sì, anche se non vi sono leggi in proposito. Un piccolo scompartimento ferroviario non ci può permettere certamente la pipata. Invece un lungo vagone del “Settebello” sì. Benissimo su una nave, meno in aereo se non vi sono buone apparecchiature di aereazione. Ottimo in casa di amici. Perfetto in casa di anfitrioni di lusso, imbarazzante nella guardiola della portineria, anche per pochi secondi di conversazione.

Così è la pipa.

Manlio Mariani