Quanta parte del piacere di fumare dipende dalla pipe e quanta dal tabacco? Difficile rispondere. Come è difficile dare consigli in una questione tanto legata ai gusti individuali.

Aroma

Dipende appunto dai gusti, ma i troppo aromatici possono “stancare”.
Sono più irritanti i “dolci”.

Taglio

Consigliabile il medio-grosso.
Quello troppo fine brucia rapido e scalda (pipa e lingua).

Conservazione

E’ importante il giusto grado di umidità.
Conservare sempre in vasi con chiusura ermetica.
Le mixture inglesi in scatola a tenuta sono quasi sempre troppo umide: lasciare all’aria per qualche ora.
Per inumidire un tabacco secco, spargerlo su un foglio di carta e bagnarlo con uno spruzzatore. Utile la fetta di mela o di patata, oppure delle comode pietre o cialdine umidificanti, da porre nel recipiente.
L’umidificazione con liquori evita possibili muffe me è sempre anche un’aromatizzazione. Tenere il tabacco lontano da fonti di calore e profumi.

Miscelare

Tutti i trinciati in commercio sono già miscele.
Ognuno può però divertirsi a crearne di nuove secondo i propri gusti.
Prepararne in piccole quantità.
Pesare e tenere nota dei pesi.
Mescolare tagli compatibili (il fine con il granulare non stanno insieme). Lasciare sempre “maturare” un pò perché i diversi aromi possano fondersi.

Le buste

Servono al fabbisogno di tabacco della giornata.
Devono essere impermeabili.
Ci sono tante cose che è più difficile spiegare che fare.
Fumare la pipa è una di queste.
Bisogna provare e non arrendersi di fronte a qualche piccola, iniziale difficoltà.
Che poi la pipa ripaga mille volte.
Inutile qui esaltarne le virtù, dire che la pipa è il solo modo serio, vero, pulito, gradevole di fumare.