Fili di fumo

Fili di fumo

La rubrica sul lento fumo in collaborazione con il sito "prime dieci pagine"

L'ispettore Rock, Cesare Polacco...

L'ispettore Rock, Cesare Polacco...

Il Club della pipa, 1966. Un altro personaggio nella nostra piccola galleria di quanti, avendo “un tesoro nella voce”,lo difendono, anche, rifuggendo dalle sigarette (ben più pericolose) e affidandosi all’amica pipa. Si tratta di Cesare Polacco. Per quanti, appena uditone il nome e vista la foto, esclamano ” Ah, si, è l’ispettore Rock dei Caroselli!” e qui si fermano, necessita una precisazione. Perché Cesare Polacco è, soprattutto, uno dei più bravi, intelligenti e preparati attori del nostro teatro. Certo, la popolarità gli è letteralmente piombata addosso solo dopo l ‘ inizio della fortunata serie di “sketches” televisivi, ma i più informati ricordano che Cesare Polacco è da oltre 40 anni una delle punte più vive del grande mondo degli spettacoli in Italia; in tutti i campi, dal cinema al teatro, dal doppiaggio alla televisione. Vogliamo schizzarne un breve ritratto? Ecco, lo vediamo esordire ne!la sua Venezia come attore goldoniano; poi, il miraggio di Roma e delle grandi compagnie teatrali lo allontanano da questa sua autentica vena e passione. Poi, il cinema; e ancora gli anni difficili durante i quali… doveva mascherarsi sotto falso nome per ottenere una scrittura. La sua voce era tanto bella, personale, incisiva, la dizione così chiara e penetrante che non tardò ad affermarsi fra i migliori nostri doppiatori. Ricordate i tanti sceriffi dei films western, i “duri” dei gialli? La voce gliela regalava lui. La più grande soddisfazione, forse, gli è venuta nel dopoguerra, quando, appunto, la donava a uno dei massimi attori di oggi, Antony Quinn.
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Fra pipe e conigliette...

Fra pipe e conigliette...

Il Club della pipa, 1968. All’inizio di marzo dello scorso anno, l’autorevole settimanale americano Time gli ha dedicato la copertina, che di solito viene riservata alla consacrazione del successo di personaggi dell’arte, del cinema, della letteratura, della politica o dell’editoria. Nell’interno, il « weekly magazine » d’oltre Oceano sviluppava il suo discorso della « cover story », dando molto spazio alla sua impresa, che oggi ha un «giro» d’affari di molti milioni di dollari. Una scultura ultra-moderna, ultra-pop lo raffigura con il suo «cardigan», la camicia aperta sul collo, una pipa nella mano sinistra e un’altra in bocca. Parliamo di Hugh Marston Hefner, americano di 40 anni che ha costruito un imponente impero grazie a fotografie artistiche di giovani « starlets » o di attrici famose dello schermo (fra queste Ursula Andress, Sophia Loren, Elizabeth Taylor) e di ragazze qualsiasi in costume di Eva. Parliamo del direttore ed editore della famosa rivista « for men » (per uomini) Playboy, che al suo primo numero tirava soltanto 70.000 copie, mentre oggi – dopo quattordici anni.
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L'Astronautica e la pipa

L'Astronautica e la pipa

Il Club della pipa, 1968. Esiste qualcosa che più di un tonante missile possa rappresentare la velocità, la potenza, l’avventura? Ed esiste qualcosa che, più della pipa, possa richiamare alla mente il riposo, la distensione, la tranquillità? Le due cose sembrano inconciliabili. Ed ecco invece che, proprio dalle più avanzate tecniche astronautiche, nasce qualcosa che porta nuovi meriti alla nostra fedele amica e permette a noi pipaioli di segnare un punto contro le esecrate sigarette. E vediamo come. Nel corso degli esperimenti per il progetto Gemini, molte ricerche sono state rivolte all’esatta determinazione dei gas presenti nell’atmosfera delle capsule spaziali. Il problema era di estremo interesse soprattutto a causa dei lunghi periodi di permanenza in orbita previsti. Una piccola impurezza, infatti, avrebbe potuto, a lungo andare, rivelarsi assai nociva. Pensa e studia, prova e spendi, finalmente una grande ditta fabbricante di apparecchi scientifici, la Varian Aerograph, mette a punto per la NASA un analizzatore di tracce...
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Anche in Inghilterra i supermen della pipa

Anche in Inghilterra i supermen della pipa

IL CLUB DELLA PIPA – MARZO 1969. Ogni paese ha le sue abitudini e i suoi idoli, d’accordo. E molte volte è difficile trovare fra loro delle analogie. Un fenomeno, però, è comune sia all’Italia, sia all’Inghilterra: parliamo della pipomania. In Gran Bretagna si fuma la pipa da sempre, tanto è vero che è praticamente impossibile pensare a un inglese che si rispetti, senza costringerlo a tenere in mano con eleganza un ombrello, sul capo una bombetta scura e fra i denti, con noncuranza, una bellissima pipa. Ma, come spesso succede, la fantasia supera la realtà, perché non è affatto vero che a Londra, per esempio, tutti, ragazzi, giovani e vecchi, fumino la pipa, soprattutto per strada...
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La Calabash di Sherlock Holmes

La Calabash di Sherlock Holmes

Il Club della pipa – n° 4 – luglio 1969. Egregio direttore, come antico, affezionato lettore delle avventure di Sherlock Holmes, rivolgo all’autore di “Anche in Inghilterra i superman della pipa” (apparso sul numero 2 di quest’anno) una domanda: desidero sapere in quale delle avventure del poliziotto viene, da Conan Doyle, precisato che la pipa...
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La pipa del Casanova

La pipa del Casanova

Il Club della pipa, ottobre 1969. Risfogliando vecchi libri, mi è capitata tra le mani la ormai vetusta edizione originale francese delle memorie del Casanova e mi è venuto sott’occhio quel capitolo in cui si narra come, nel 1744 da Corfù, dove era insegna delle truppe al soldo di Venezia, l’autore fece un viaggio a...
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